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martedì 7 agosto 2012

Mark Twain: le abitudini degli altri

"Niente ha bisogno di essere cambiato quanto le abitudini degli altri."

Una buona cifra interpretativa dell' intolleranza dei non fumatori verso coloro che fumano.
Non parlo delle campagne per la salute e per limitare i costi sociali del tabagismo, ma dei radicali che per motivi ideologici , non tollerano l'abitudine altrui di fumare.

martedì 24 luglio 2012

L'origine e la diffusione del tabacco

La pianta di tabacco è originaria dell'altopiano centro americano e del Messico meridionale.

Dalla scoperta dell'America, la diffusione della coltivazione della pianta è molto veloce, tanto che nel 1600 le colture erano attive dalle Americhe all'estremo oriente.

Nel suo diffondersi in climi e regioni diverse, la pianta si è differenziata essendo molto adattabile, generando così una notevole quantità di tipologie merceologiche diverse.

Iniziare a fumare: l'emulazione dei familiari

Tanti cominciano a fumare la pipa perchè c'è un parente in famiglia che la fuma. E' il meccanismo dell'emulazione che gioca, in questo caso. Padre, nonno o altri parenti, per bambini e adolescenti incarnano il modello da seguire nella vita, o comunque, un modello con cui è obbligatorio confrontarsi. La pipa diventa un oggetto conosciuto e normale, così come l'atto stesso di fumarla.

Altro aspetto, non trascurabile, è l'immagine offerta dal fumatore di pipa mentre fuma. La passione per la pipa traspare inequivocabilmente: i gesti del caricare, dello sciogliere ed arieggiare il tabacco prima della fumata, dalla cura delle pipe, dal modo con cui si tengono in mano, dall'attitudine beata e rilassata durante la fumata, dalla cura con cui si sceglie il tabacco, dalle conversazioni tra fumatori .... Tutti aspetti che comunicano inequivocabilmente che fumare è bello e dà piacere.

L'emulazione gioca senz'altro anche con il fumo da sigaretta, ma in quel caso è più l'automatismo psicologico di voler somigliare ad adulti che giocano un ruolo parentale, piuttosto che il fascino che promana dall'atto stesso del fumare, come invece avviene per la pipa. Con la sigaretta, tutta la parte di preparazione, amore per il oggetti legati al fumo, gestualità e rito, è fortemente attenuata.

Il neo fumatore di sigaretta per emulazione parentale, quindi, subisce una sorta di automatismo psicologico, mentre il neo fumatore di pipa per emulazione parentale, oltre a subire tale automatismo, viene anche conquistato e affascinato in modo più o meno consapevole. Fumare è un vizio totalmente fuori dal controllo razionale ed emotivo per il primo, un po' meno per il secondo che, quantomeno ha la sfera emozionale coinvolta nel processo di emulazione e rafforzamento della motivazione.

La pipa vista dai non fumatori

Quando un non fumatore vede una pipa accesa, si aspetta che questa inondi l'ambiente di onori nauseanti. L'odore del fumo di tabacco da pipa può essere molto forte e può dare fastidio a qualcuno sensibile.

Il fumatore di pipa ben addestrato, però, non emette nuvoloni di fumo enormi e, contrariamente a quel che avviene con il fumo di sigaretta, deve avere un buon controllo della fumata per evitare di scaldare troppo il fumo, quindi ne emette molto di meno nell'ambiente.
Oltretutto, il fumatore di pipa non brucia carta, la combustione della quale, è responsabile di buona parte della sgradevolezza degli odori del fumo.

Meglio quindi un buon fumatore di pipa di un fumatore di sigarette, dal punto di vista del non fumatore, verrebbe da pensare.

Peccato che i non fumatori questa cosa ancora non l'abbiano capita.

Sandro Pertini: la tolleranza

"Dai fumatori si può imparare la tolleranza. Mai un fumatore si è lamentato di un non fumatore".

La citazione ci riporta ad un tema importante nel mondo del fumo: la riprovazione sociale, l'intolleranza di non fumatori radicali, o, a volte, il poco rispetto dei fumatori. Un tema che varrà la pena di approfondire.