Tanti cominciano a fumare la pipa perchè c'è un parente in famiglia che la fuma. E' il meccanismo dell'emulazione che gioca, in questo caso. Padre, nonno o altri parenti, per bambini e adolescenti incarnano il modello da seguire nella vita, o comunque, un modello con cui è obbligatorio confrontarsi. La pipa diventa un oggetto conosciuto e normale, così come l'atto stesso di fumarla.
Altro aspetto, non trascurabile, è l'immagine offerta dal fumatore di pipa mentre fuma. La passione per la pipa traspare inequivocabilmente: i gesti del caricare, dello sciogliere ed arieggiare il tabacco prima della fumata, dalla cura delle pipe, dal modo con cui si tengono in mano, dall'attitudine beata e rilassata durante la fumata, dalla cura con cui si sceglie il tabacco, dalle conversazioni tra fumatori .... Tutti aspetti che comunicano inequivocabilmente che fumare è bello e dà piacere.
L'emulazione gioca senz'altro anche con il fumo da sigaretta, ma in quel caso è più l'automatismo psicologico di voler somigliare ad adulti che giocano un ruolo parentale, piuttosto che il fascino che promana dall'atto stesso del fumare, come invece avviene per la pipa. Con la sigaretta, tutta la parte di preparazione, amore per il oggetti legati al fumo, gestualità e rito, è fortemente attenuata.
Il neo fumatore di sigaretta per emulazione parentale, quindi, subisce una sorta di automatismo psicologico, mentre il neo fumatore di pipa per emulazione parentale, oltre a subire tale automatismo, viene anche conquistato e affascinato in modo più o meno consapevole. Fumare è un vizio totalmente fuori dal controllo razionale ed emotivo per il primo, un po' meno per il secondo che, quantomeno ha la sfera emozionale coinvolta nel processo di emulazione e rafforzamento della motivazione.
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